Verso l’illuminazione ed oltre

Verso l’illuminazione ed oltre

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La maggior parte dei sistemi di pratica buddista affermano l’esistenza di varie tappe del percorso verso l’illuminazione. Forse l’esempio meglio documentato è quello dei Dieci Bodhisattva bhumi, che nel buddismo Mahayana riflettono le dieci fasi di risveglio spirituale, che culminano nella Buddità, attraverso cui un Bodhisattva (un essere spirituale altamente compassionevole) progredisce. Un altro esempio – forse meno conosciuto – è quello dei Quattro Livelli di Vidyadhara nella tradizione Nyingma del Buddismo Tibetano. Si ritiene che un Vidyadhara (che significa ‘detentore di consapevolezza’) progredisce attraverso le seguenti quattro fasi: 1. Vidyadhara maturato, 2. Vidyadhara con potere sulla vita, 3. Vidyadhara di mahamudra, e 4. Vidyadhara che è spontaneamente compiuto. Nel Buddismo Theravada, si ritrovano similmente vari stati di risveglio spirituale, compreso lo stato di ‘Arahant’, con cui generalmente si intende un livello di risveglio spirituale in cui il ciclo del samsara (il ciclo perpetuo di nascita, sofferenza, morte e rinascita) è stato interrotto, ma che è ancora al di sotto del livello di un Buddha. Al fine di raggiungere lo stato di Arahant, il Buddhismo Theravada (e altre scuole buddiste dello stesso periodo storico) affermano che il praticante spirituale progredisce attraverso le fasi di ‘colui che entra nella corrente’ (Pāli: Sotapanna), ‘colui che ritorna una sola volta’ (Sakadagami) e ‘Anāgāmin’ (colui che non-ritorna).

Anche se ci sono numerosi sistemi di pensiero nel Buddismo per quanto riguarda i livelli di risveglio spirituale, tutte le scuole buddiste sembrano accettare il fatto che vi sia uno stato di Buddità ‘assoluta’, che è insuperabile. Il termine Sanscrito è ‘anuttara samyak-sambodhi’ (Pali: anuttara Samma sambodhi), che letteralmente significa ‘illuminazione perfetta insuperabile’. Ci sono riferimenti specifici allo stato di ‘anuttara samyak-sambodhi’ nella letteratura canonica buddista (come nel Astasāhasrikā Prajnaparamita Sutra della collezione di Prajñāpāramitā), ma il termine viene impiegato principalmente per insegnare il principio che, anche quando un individuo raggiunge un alto livello di realizzazione spirituale, ci sono inevitabilmente ancora sottili livelli di ignoranza che devono essere trascesi. Lo stato di ‘illuminazione perfetta insuperabile’ è inteso come uno stato che non richiede alcuno sforzo intenzionale o ‘pratica’ da parte del praticante spirituale.

Il nostro punto di vista sui vari livelli di risveglio spirituale e sullo stato di ‘illuminazione perfetta insuperabile’ è diverso da quello di molti studiosi e insegnanti buddisti. Accettiamo che ci siano diversi livelli di risveglio spirituale, ma l’etichettatura di questi Stati non è così facile come molti pensano. Ogni praticante spirituale è un individuo, e il suo cammino spirituale è unico. Pertanto, anche se ci sono alcuni ‘segnali’ comuni che i praticanti spirituali possono incontrare, è difficile (e non è saggio) assegnare un’etichetta al livello di risveglio spirituale di una persona. Infatti, per il praticante spirituale diligente, lo sviluppo spirituale avviene (o dovrebbe avvenire) ogni momento di ogni giorno. Di conseguenza, sarà improbabile che il livello di realizzazione di un individuo al mattino sarà come quello della sera.

Il nostro punto di vista differisce ancora di più dall’opinione diffusa per quanto riguarda lo stato di ‘illuminazione perfetta insuperabile’. Accettiamo che ci sia uno stato di Buddità, in cui tutte le forme di sofferenza sono trascese e nella quale la consapevolezza spirituale è autosufficiente (cioè, non richiede sforzo intenzionale). Accettiamo anche che, arrivando allo stato di Buddità, un essere spirituale penetra completamente – e rimane o resta come – la ‘matrice’ alla base dell’universo. Tuttavia, non accettiamo che ci sia qualcosa come un ‘assoluto’ livello di risveglio spirituale. Se lo stato di Buddità riflette il limite superiore di consapevolezza spirituale, allora la logica impone che ci debba essere anche un limite inferiore di consapevolezza spirituale – uno stato di ignoranza spirituale assoluta. Tuttavia, sulla base dell’osservazione delle forme di vita intorno a noi, sembra improbabile che ci sia un limite inferiore per l’ignoranza. Prendiamo, per esempio, l’odio tra gli esseri umani, che può consumare la mente di una persona a tal punto da nuocere e uccidere altri esseri umani, solo per odiare più intensamente se stessa e gli altri. Forse questo è ciò a cui Einstein si riferiva quando ha detto: “due cose sono infinite: l’universo e la stupidità umana; riguardo l’universo ho ancora dei dubbi”.

Quando si diventa una persona, come quella a cui abbiamo fatto riferimento in precedenza, ‘colui che entra nella corrente’, si diventa un bambino dei Buddha e si entra in un mondo completamente nuovo. Si lascia alle spalle una vita vissuta da soap opera e la sua esistenza – così come l’esistenza delle altre persone, assume un nuovo significato. Quando una persona entra nella corrente che porta alla liberazione, si apre il suo ‘occhio della saggezza’, la compassione si radica nel suo essere e comincia a emanare una presenza spirituale. Una cosa simile accade quando un praticante spirituale raggiunge alla fine lo stato di Buddità. Nasce in lui un modo completamente nuovo di essere e percepire. Infatti, la radice sanscrita della parola Buddha è ‘Budh’, che significa letteralmente,  ‘svegliarsi’ o ‘essere risvegliato’ a un nuovo modo di vedere.

Quando un essere si risveglia alla Buddità, non significa che abbia terminato il suo cammino spirituale. Piuttosto, è appena iniziato. Un Buddha ha una quantità inimmaginabile di saggezza e compassione a sua disposizione, ma deve imparare ad applicare quella saggezza, come crescere con essa, e come trascenderla. Lo stato di Buddità è uno stato dinamico; un Buddha è in continua evoluzione. Di conseguenza, ci sono giovani Buddha, Buddha maturi e Buddha antichi. Ci sono Buddha che stanno imparando a sfruttare e plasmare l’energia dell’universo e come applicarla al meglio al fine di aiutare gli esseri che soffrono. Ci sono anche Buddha che sono primordiali, che sono ‘maestri della realtà’ e che ‘hanno fatto nascere’ altri esseri illuminati.

Cercate di non ridurre lo sviluppo spirituale in un sistema di limiti, livelli ed etichette. Così come esistono molti Buddha, ci sono numerosi diversi livelli di Buddità. Quanto è stimolante il fatto che non esista un limite superiore a quanto la mente possa espandersi e risvegliarsi. Quanto è bello che il cammino spirituale continui per l’eternità. Quanto è incredibile che all’interno di ogni essere senziente, esista la possibilità di raggiungere la Buddità, e poi andare oltre.

Ven Dr Edo Shonin & Ven William Van Gordon



Categorie:Isegnamenti Buddisti

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