Può la pratica della Mindfulness e della Meditazione indurre a episodi psicotici?

Può la pratica della Mindfulness e della Meditazione

indurre a episodi psicotici?

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Insieme con il nostro amico e collega ricercatore Professor Mark Griffiths, abbiamo recentemente pubblicato un articolo nell’ “Australia and New Zealand Journal of Psychiatry” dove abbiamo discusso se ci può essere la possibilità che la meditazione e la mindfulness possano svolgere un ruolo nel trattamento della psicosi.1 Oltre ad analizzare le applicazioni di trattamento della meditazione e della mindfulness per gli individui con psicosi, il nostro articolo ha esplorato brevemente il rischio che la mindfulness ed altre forme di meditazione in realtà possono indurre, in alcuni casi, ad episodi psicotici. L’articolo di oggi affronta questo argomento in modo più dettagliato ed analizza le circostanze in cui la pratica della meditazione può effettivamente fare più male che bene.

Come abbiamo accennato nel nostro articolo su: “I dieci errori commessi da chi pratica meditazione”, c’è qualche caso clinico in cui la pratica della meditazione intensiva o eccessiva può effettivamente indurre a episodi psicotici – anche in persone che non hanno mai riscontrato casi di malattia psichiatrica. Di seguito proponiamo alcuni casi che abbiamo riscontrato nella letteratura clinica e scientifica (peer-reviewed):

  1. Tre persone con una storia di schizofrenia che hanno sperimentato episodi psicotici acuti, durante i ritiri di meditazione.2
  2. Due persone precedentemente diagnosticati con disturbo di personalità schizotipico che hanno sperimentato la psicosi acuta dopo la meditazione.3
  3. Tre individui con un passato psichiatrico che hanno sperimentato i sintomi psicotici in seguito alla pratica della meditazione.4
  4. Una studentessa laureata di 25 anni in cui si sono verificati episodi deliranti accompagnati da scoppi di violenza e risate inappropriate indotti da stati di meditazione.5
  5. Due persone senza un passato di malattia psichiatrica che hanno sperimentato situazioni psicotiche derivanti dalla pratica della meditazione.6
  6. Un paziente di sesso maschile che ha avvertito un episodio psicotico acuto e transitorio in seguito alla meditazione.7

Anche se gli studi analizzati precedentemente sembrano indicare che la meditazione può effettivamente indurre a episodi psicotici, è importante guardare la qualità e l’affidabilità di questi casi prima di arrivare alle effettive conclusioni. In altre parole, i risultati riportati da questi studi dovrebbero essere considerati alla luce delle loro molteplici limitazioni come ad esempio il fatto che hanno non solo utilizzato un ridotto numero di partecipanti, ma non c’erano neanche dei parametri di ricerca predefiniti ed infine la maggior parte dei partecipanti hanno avuto in passato dei casi di malattia psichiatrica.

Precisando ulteriormente nella maggior parte dei casi già citati, gli individui sono stati sempre impegnati in ritiri di meditazione molto intensi (in alcuni casi si è arrivati fino a 18 ore di pratica di meditazione al giorno, accompagnata anche da lunghi periodi di digiuno e / o il silenzio).

Per questi individui, dove la pratica della meditazione è arrivata fino a 18 ore al giorno in condizioni di silenzio e/o il digiuno, può rappresentare un cambiamento troppo improvviso alla loro normale routine quotidiana. Nel buddismo viene incoraggiata una filosofia della qualità anziché della quantità durante la meditazione, mentre la meditazione praticata in modo estremo è stressante ed è sia sconsigliata che scoraggiata.8Questo concetto è in linea con le teorie della psicologia occidentale dove lo stress è un fattore chiave di rischio per la psicosi.1Quindi anche per quegli individui che non hanno mai avuto una storia di malattia psichiatrica,  non è del tutto sorprendente che impegnarsi in ritiri di meditazione intensivi può indurre a episodi psicotici.

Un’ulteriore considerazione è che la maggior parte degli studi hanno fornito informazioni insufficienti in riferimento ai termini dell’esatta modalità di meditazione impiegata. Di conseguenza, è molto difficile isolare complessivamente la mindfulness (differenziandola da altre forme di meditazione) come fonte degli episodi psicotici. Questa è una considerazione particolarmente importante perché esistono numerose segnalazioni di effetti negativi per la non-mindfulness derivanti dalla meditazione come ad esempio la meditazione trascendentale e il Qigong.

Esempi di effetti negativi riscontrati per queste forme errate di meditazione sono: attacchi di panico, dolore muscolo-scheletrico,  comportamenti anti-sociali, i alterazione della realtà, dissociazione, senso di colpa, sensazioni sgradevoli cinestesiche, disperazione,  sentimenti di suicidio ed l’esaurimento nervoso.1,9Quindi, anche se le tecniche come la Mindfulness, la Meditazione Trascendentale, e Qigong possono essere sostanzialmente raggruppate insieme come modalità di “meditazione”, è importante notare che queste tecniche rappresentano approcci fondamentalmente diversi. Per esempio, la Meditazione Trascendentale è una tecnica commerciale introdotta nel 1950 da Maharishi Mahesh Yogi – comprende la recitazione dei mantra e deriva dall’ Induismo. Al contrario, la mindfulness è una pratica buddista vecchia di 2.500 anni e non include la recita cantata o mantra – ma si concentra principalmente sulla consapevolezza del respiro e del momento presente.1

Un altro fattore che limita la validità dei risultati forniti dagli studi analizzati sopra è la poca o inesistente informazione sui livelli di esperienza o competenza dell’istruttore di meditazione. Come abbiamo riscontrato in molti dei nostri studi empirici, la misura in cui un istruttore di meditazione è in grado di impartire “un’autentica trasmissione incarnata” degli insegnamenti della meditazione è un fattore che influenza notevolmente i risultati.10-13

Infatti, l’addestramento alla meditazione che viene effettuato male può portare a effetti negativi sulla salute come ad esempio:

(I) l’asocialità, (II) prospettive nichiliste e/o disfattiste, (III) la dipendenza sulla “beatitudine” meditativa (sanscrito: Priti), (IV) una dipendenza più generalizzata sulla meditazione, (V) impegnarsi in attività compassionevoli oltre la propria capacità spirituale (a scapito del benessere psicologico), e (VI) il materialismo spirituale (una forma di auto-inganno in cui, piuttosto che potenziare lo sviluppo spirituale e sottomettere le tendenze egoistiche ed egocentriche, la pratica della meditazione serve solo ad aumentare l’ego-attaccamento e il comportamento narcisistico).14-16

In sintesi, c’è una piccola percentuale che evidenzia, dal punto di vista clinico, come la meditazione può indurre a episodi psicotici in individui senza un passato con problematiche psichiatriche. Tuttavia questi dati sono molto discutibili – soprattutto se visti alla luce di altri dati più rappresentativi dal punto di vista metodologico che indicano come la mindfulness migliora il benessere somatico, psicologico, e spirituale.

Concludendo, la meditazione praticata non correttamente o mal insegnata può effettivamente essere nociva per la salute di una persona, mentre la mindfulness  che viene praticata da un insegnante esperto e professionale, che è a conoscenza di tutti i rischi,  evidenzia come gli effetti collaterali negativi sono molto improbabili.

Ven Dr Edo Shonin & Ven William Van Gordon

 

Ulteriore Lettura

  1. Shonin, E., Van Gordon, W.& Griffiths, M.D. (2013). Do mindfulness-based therapies have a role in the treatment of psychosis? Australia and New Zealand Journal of Psychiatry, DOI: 1177/0004867413512688.
  2. Walsh, R.,&Roche, L. (1979), Precipitation of acute psychotic episodes by intensive meditation in individuals with a history of schizophrenia. American Psychiatry Association,136, 1085-1086.
  3. Garcia-Trujillo, R., Monterrey, A.L., & Gonzalez de Riviera, J.L. (1992).Meditacion y psicosis. PsiquisRevista de Psiquiatria Psicologia y Psicosomatica,13,39-43.
  4. Chan-ob, T., &Boonyanaruthee, V. (1999). Meditation in association with psychosis. Journal of Medical Association of Thailand, 82, 925-929.
  5. Yorston, G. (2001). Mania precipitated by meditation: A case report and literature review. Mental Health, Religion and Culture,4, 209-213.
  6. Sethi, S., &Subhash, C. (2003). Relationship of meditation and psychosis: Case studies. Australian and New Zealand Journal of Psychiatry,37, 382.
  7. Kuijpers, H.J.H., van der Heijden, F.M.M.A.,&Tuinier, S., et al.(2007).Meditation-induced psychosis.Psychopathology,40,461-464.
  8. Shonin, E., Van Gordon, W., & Griffiths, M.D. (2013a).Mindfulness-based interventions: Towards mindful clinical integration. Frontiers in Psychology,4(194): Doi: 10.3389/fpsyg.2013.00194.
  9. Perez-De-Albeniz, A., & Holmes, J. (2000).Meditation: concepts, effects and uses in therapy. International Journal of Psychotherapy, 5, 49-59.
  10. Shonin, E., Van Gordon W., & Griffiths M. D. (2013). Meditation Awareness Training (MAT) for improved psychological wellbeing: A qualitative examination of participant experiences. Religion and Health,DOI: 1007/s10943-013-9679-0.
  11. Van Gordon, W., Shonin, E., Sumich, A., Sundin, E., & Griffiths, M.D. (2013). Meditation Awareness Training (MAT) for psychological wellbeing in a sub-clinical sample of university students: A controlled pilot study. Mindfulness,DOI: 10.1007/s12671-012-0191-5.
  12. Shonin, E., Van Gordon, W., & Griffiths, M.D. (2013). Cognitive Behavioral Therapy (CBT) and Meditation Awareness Training (MAT) for the treatment of co-occurring schizophrenia with pathological gambling: A case study. International Journal of Mental Health and Addiction, DOI 10.1007/s11469-013-9460-3.
  13. Shonin, E., Van Gordon, W., & Griffiths, M. D. (2013). The treatment of workaholism with Meditation Awareness Training: A Case Study. Explore: The Journal of Science and Healing, In Press.
  14. Shonin, E., Van Gordon, W., & Griffiths, M.D. (2013b). Buddhist philosophy for the treatment of problem gambling. Journal of Behavioral Addictions,2, 63-71.
  15. Tsong-kha-pa. (2000). The Great Treatise on the Stages of the Path to Enlightenment, Volume I. (J. Cutler, G. Newland, Eds., & T. L. Committee, Trans.) Canada: Snow Lion.
  16. Trungpa, C. (2002). Cutting Through Spiritual Materialism. Boston: Shambala.


Categorie:Isegnamenti Buddisti

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