Conosci Veramente Te Stesso?

Conosci Veramente Te Stesso?

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Le parole ‘conosci te stesso’ appaiono spesso nel lavoro del filosofo greco Platone e sono stati utilizzati da scrittori e filosofi per migliaia di anni. Ma che cosa significa conoscere se stessi, perché è importante, e come può una persona acquisire tale conoscenza?

Abbiamo il sospetto che alcune persone sarebbero a disagio, o addirittura offesa, dalla suggestione che non sanno se stessi. Passiamo 24 ore al giorno nella nostra stessa compagnia e, anche se a volte può essere difficile da interpretare pensieri, emozioni e comportamenti di altre persone, non possiamo usare questa scusa quando si tratta di noi stessi. Abbiamo accesso diretto al nostro mondo psicologico interiore e, in teoria, ci troviamo in una posizione ideale per coltivare una comprensione approfondita di ciò che siamo.

Tuttavia, la verità è che molte persone non sono a conoscenza degli eventi che si svolgono nella loro mente. In qualsiasi un momento, un gran numero di processi psicologici stanno accadendo dentro le menti delle persone, ma nella migliore delle ipotesi, sono solo in parte a conoscenza di un piccolo numero di questi. Di conseguenza, i loro comportamenti sono il prodotto automatizzato di un complesso – e a volte concorrente – assortimento di impulsi, pensieri, emozioni, percezioni e ricordi. Piuttosto che consapevolmente permettere questi processi psicologici di influenzare le loro scelte, essi sono effettivamente ‘processati’ da loro. Invece di collaborare con la mente e di utilizzarlo come uno strumento, scoprono che la loro mente ‘vive’ la loro vita.

La modifica di questa abitudine è più facile dirsi che a farsi, ma ci sono alcune competenze dello sforzo umano che potrebbero essere in grado di aiutarci. In particolare, possiamo guardare alla scienza moderna, al fine di ottenere una visione di come possiamo sviluppare una migliore comprensione di noi stessi. Al fine di acquisire conoscenze su un dato fenomeno, gli scienziati si impegnano nel processo di osservazione. Questa osservazione assume molte forme. Può trattarsi di osservazione dei fenomeni nel loro stato naturale o può coinvolgere osservando come fenomeni si comportano sotto un dato insieme di condizioni sperimentali. Tuttavia, in entrambi i casi, un’attenta osservazione è una parte cruciale dell’indagine scientifica e se adottiamo lo stesso principio al fine di comprendere noi stessi, è probabile che il nostro viaggio di ‘indagine scientifica interna’ darà i suoi frutti.

Facendo un passo indietro per osservare il nostro mondo psicologico interiore, un certo numero di “verità” su noi stessi diventano evidenti. In primo luogo, dato che è possibile – in particolare quando si utilizza la meditazione – ad osservare i nostri pensieri, sentimenti e impulsi, dobbiamo concludere che siamo qualcosa di più di questi processi psicologici. In secondo luogo, dobbiamo anche concludere che esiste una parte di noi che puo ‘consapevolmente osservare’ la nostra mente. Mentre continuiamo ad impegnarci nel processo di osservazione interiore, questa parte ‘osservatore consapevole’ di noi cresce costantemente, in modo tale che diventa sempre più facile a mantenere la concentrazione ed osservare noi stessi per lunghi periodi di tempo.

Una terza verità che possiamo arriviamo a capire su noi stessi è che più ci osserviamo, più diventa difficile a stabilire esattamente chi e cosa siamo. La ragione di questo è che noi non esistiamo come entità indipendenti o isolate. Noi esistiamo in dipendenza su tutti gli altri fenomeni dell’universo. Noi inaliamo l’espirazione di ogni altro essere vivente. Quando beviamo un bicchiere d’acqua, stiamo effettivamente bevendo fiumi, le nuvole e gli oceani. La nostra visita al bagno produce cibo per le piante e gli alberi. Essere abbracciato da una persona cara può cambiare una brutta giornata in una buona, e un singolo sorriso sincero può cambiare completamente la vita di un’altra persona.

Per conoscere veramente noi stessi, dobbiamo cambiare radicalmente le nostre idee di ciò che pensiamo di essere e di come pensiamo noi esistiamo. In effetti, al fine di trovare noi stessi, dobbiamo lasciare andare noi stessi.  Quando smettiamo di pensare in termini di ‘me’, ‘il mio’, ed ‘Io’, iniziamo a vedere il mondo in modo diverso. Iniziamo a sperimentare che i confini tra noi e gli altri fenomeni si attenuano. Diventa difficile determinare dove finisce il “sé” e l’altro inizia. Adottiamo una definizione molto più flessibile del ‘sé’ e ancora un po’ paradossalmente, si comincia a capire di più su chi e cosa siamo.

Lasciar andare del sé significa in realtà che stiamo abbracciando l’universo. L’universo esiste da miliardi di anni e contiene tanta conoscenza. Esso contiene la conoscenza della creazione, l’esistenza, e la dissoluzione. Noi siamo una parte indispensabile dell’universo e si affida su di noi tanto quanto ci affidiamo su di essa. Esplorando l’universo interiore della nostra mente, siamo in grado di indebolire – o addirittura rimuovere completamente – il confine che noi pensiamo esiste tra il nostro mondo psicologico interiore e il mondo fisico esterno. In altre parole, la nostra pratica di indagine scientifica interna e osservazione può, causare nel tempo, i nostri mondi interiori ed esteriori a collidere. Quando questo accade, ci troviamo inondato con la conoscenza dell’universo e l’universo diventa inondato con la conoscenza della nostra mente.

Ven Dr Edo Shonin & Ven William Van Gordon



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